Per il bambino patatine fritte ed un Hamburger all’asma, per favore!

5. marzo 2013

I bambini e gli adolescenti che mangiano fast food almeno tre volte a settimana soffrono più frequentemente di asma, raffreddore da fieno ed eczema. La frutta e verdura invece avrebbero una funzione protettiva. Questo è il risultato principale dello studio ISAAC che ha preso in esame due milioni di bambini e adolescenti.

Recentemente è stato pubblicato il più grande studio epidemiologico del mondo per queste classi d‘età (bambini tra i 6 e i 7anni – adolescenti tra i13 e i 14 ) condotto sotto la guida di Innes Asher e Philippa Ellwood della Università di Auckland in Nuova Zelanda. ISAAC è nato nel 1991 sulla base di due progetti multinazionali in Nuova Zelanda e in Germania.

“Finora abbiamo potuto stabilire che nei paesi di lingua inglese come la Gran Bretagna, Nuova Zelanda, Australia, Irlanda, Canada e Stati Uniti malattie come l’asma, la febbre da fieno ed le eruzioni cutanee allergiche sonomaggiormente diffuse”, riferisce il Professore di epidemiologia Dr. Ulrich Keil, fondatore, e da molti anni direttore, dell’Istituto di Epidemiologia e Medicina Sociale presso la Università di Münster (Westfälische Wilhelms-Universität). Ci sono validi motivi per ritenere che le abitudini alimentari di questi paesi (molto simili tra loro) svolgano un ruolo importante. Nella quarta delle valutazioni dello studio, di recente pubblicazione, confluiscono i dati di oltre 319.000 giovani di età compresa tra i 13 e i 14 anni ( provenienti da 51 paesi) e di più di 181 mila bambini tra i sei e sette anni (provenienti da 31 paesi).

Fast Food contro frutta e verdura

Patatine fritte e Big Mac non soltanto fanno ingrassare i bambini ma li fanno anche ammalare. Un’equipe internazionale di ricercatori, di cui fanno parte anche le epidemiologe di Ulm la Prof. Gabriele Nagel e la Dr. Gudrun Weinmayr, entrambe dell’Istituto di Biometria Medica ed Epidemiologia dell’Università di Ulm, ha scoperto che alcuni alimenti sono in grado di promuovere lo sviluppo di malattie come il raffreddore da fieno l’asma, e le eruzioni cutanee allergiche. Il consumo di frutta e verdura al contrario aiuta a prevenire queste malattie.

I grassi tran cattivi e le verdure buone

Negli anni 2002 e 2003, durante la terza fase dello studio, è stato chiesto agli adolescenti ed ai genitori dei bambini, per mezzo di un semplice formulario standard supportato dalla visione di un video in cui si mostravano i sintomi più comuni dell’asma, se, e quanto gravemente, soffrissero di asma, raffreddore da fieno o eczemi e quali fossero le proprie abitudini alimentari. L’obiettivo dello studio era effettuare una valutazione degli alimenti che, nelle fasi precedenti dello studio, erano stati individuati come in grado di promuovere o inibire l’asma: ad esempio, carne, pesce, frutta, verdura, legumi, cereali, pane e pasta, riso, burro, margarina, noci, patate, latte , uova e fast food. Oltre alle informazioni sulle abitudini alimentari, il questionario ha fornito agli scienziati anche indicazioni riguardo all’attività sportiva effettuata dai giovani ed a quanto tempo guardassero la televisione. Per i partecipanti delle scuole elementari si è tenuto conto anche del livello d’istruzione della madre e del suo eventuale consumo di nicotina. Nel questionario, alla voce relativa al fumo, si poteva specificare “mai o di tanto in tanto”,”una o due volte alla settimana” o “tre o più volte alla settimana”.

“Da diversi anni stiamo assistendo, nei paesi sviluppati, ad un incremento di malattie come l’asma, il raffreddore da fieno o l’eczema. Adesso questi problemi stanno aumentando anche nei paesi meno sviluppati e ne stiamo cercando le cause. Tra l’altro, nello stesso periodo di tempo, il consumo di fast food è aumentato”, dice la Prof. Nagel spiegando i motivi alla base dello studio. In tutti i centri in cui veniva effettuato lo studio si veniva evidenziando l’esistenza di una relazione positiva (tanto maggiore, quanto più grave) tra il consumo di fast-food e sintomi di malattia grave, negli adolescenti e – in misura minore – nei bambini, indipendentemente dal sesso e dal livello di ricchezza. Gli adolescenti che mangiavano spesso fast food, avevano un rischio di sintomi gravi di asma di circa il 39 per cento maggiore. Gli scienziati hanno una spiegazione biologica per gli effetti negativi di questi “cibi veloci”: “Oltre ai molti grassi saturi, zuccheri, carboidrati, sodio, e probabilmente anche conservanti, spesso il fast food contiene anche i grassi trans. Si ritiene che specialmente i grassi trans, contenuti, per esempio, nella margarina, siano da collegare all’asma e alle allergie”, dice Nagel.

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PIL elevato = più Asthma

A livello di stati emerge che il fattore economico esercita un’influenza: più alto è il prodotto nazionale lordo (PNL) di un paese, e più sono i bambini e gli adolescenti che soffrono di asma. “Le enormi differenze ci hanno sorpreso”, dice Keil. “In Albania solo una piccola percentuale degli intervistati (<3%) ha segnalato sintomi di asma, nei paesi di lingua inglese si ha una percentuale dieci volte più alta.” L’asma grave però, nei paesi ricchi, è poco diffuso. Il perché è evidente: poiché nei paesi ricchi si ha un’assistenza sanitaria migliore, spesso si evita il peggioramento dei sintomi. La Germania si colloca, riguardo a tutti i e tre i tipi di sintomi, a metà. La differenza tra i due centri in cui è stato effettuato lo studio Münster e Greifswald è relativamente piccola, ma significativa dal punto di vista statistico:a Greifswald, i bambini e gli adolescenti intervistati sono più sani. Una possibile spiegazione: “nel territorio dell’ex RDT c’erano e ci sono più asili e più scuole a tempo pieno” dice Wedge. “I bambini sono quindi maggiormente esposti ai germi e il loro sistema immunitario può svilupparsi in modo migliore.”

Tre pasti a base di frutta alla settimana

In entrambi i gruppi di età è stata rilevata una correlazione negativa tra il consumo di frutta e la maggior parte dei sintomi: coloro che mangiano più frutta, risultano più sani. Allo stesso tempo sembra che un’alimentazione che comprenda almeno tre pasti a base di frutta alla settimana protegga dalle malattie sovra citate. I risultati dello studio indicano che anche il consumo di verdure ha un effetto protettivo – ma la relazione tra consumo di verdura e sintomi positivi risulta quasi sempre significativa solo nei bambini e non negli adolescenti.

“I risultati di questo e di altri studi suggeriscono l’esistenza di relazioni causali tra alimentazione e l’incidenza delle malattie studiate”, sostiene Wedge. “Il fast food, con un’alta percentuale di grassi trans e sale, sembra avere un impatto particolarmente negativo, mentre invece, frutta e verdura grazie agli antiossidanti in esse contenuti avrebbero una funzione protettiva. In questo contesto, raccomando la dieta mediterranea a base di pesce, verdure, legumi, pane, noci e olive e olio di colza”, dice il medico. Il suo appello: bisognerebbe passare da una medicina basata sui farmaci a quella incentrata su uno stile di vita sano- che significa non solo adottare un’alimentazione sana ma anche svolgere sufficiente attività fisica e smettere di fumare.

22 anni di studio ISAAC

Lo studio ISAAC è iniziato nel 1991 ed é stato tradotto in 50 lingue. Per arrivare alla fase attuale dello studio, la fase quattro, sono stati intervistati e analizzati circa due milioni di bambini e adolescenti in 314 centri di studio in tutto il mondo. Oltre che nei paesi europei sono stati distribuiti questionari anche in Nuova Zelanda, varie nazioni in Centro e in Sud America e in Asia. L’obiettivo della fase attuale dello studio è l’incidenza delle malattie nei paesi a basso e medio reddito. La prima parte delle ricerche è avvenuta principalmente nel 1994 e nel 1995, la seconda in media, sette anni più tardi, all’inizio di questo millennio. La raccolta dei dati della fase attuale è stata completata già nel 2011, è ancora in corso l’analisi di queste enormi grandi quantità di dati. Se il rapporto tra fast food e asma, febbre da fieno e allergie della pelle risulterà ulteriormente consolidato sarebbe un risultato importante per la salute pubblica in tutto il mondo.

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