Ftalati: i plastificanti provocano il diabete

5. luglio 2012

Un certo tipo di plastificanti presenti nei falconi ed in molti cosmetici, i cosiddetti ftalati (diesteri di ftalati) potrebbero provocare il diabete di tipo 2: è quanto emerge da un recente studio dell’ università svedese di Uppsala.

Secondo alcuni studi precedenti gli ftalati potrebbero causare infertilità maschile o indurre malformazioni ai genitali nei bambini. Perciò l‘associazione tedesca di endocrinologia (DGE) esige che questi plastificanti, presenti anche nei medicinali o nei dispositivi medici come cateteri o sacche per sangue, vengano sostituiti da sostanze innocue.

Grande impatto dovuto all’inibizione dell‘insulina

Il nuovo studio svedese PIVUS (Prospective Investigation of the Vaskulature in Uppsala Seniors) rivela il legame tra ftalati e diabete mellito di tipo 2. “Certo dobbiamo ancora consolidare i nostri risultati con ulteriori studi, ma già ora questi confermano l’ipotesi che un certo tipo di sostanze chimiche possano contribuire all’insorgere del diabete“ sottolinea Monica Lind del reparto di medicina del lavoro e medicina ambientale all’Università di Uppsala. I ricercatori dell’Università di Uppsala hanno esaminato complessivamente su 1.016 partecipanti volontari (uomini e donne di età superiore ai 70 anni) la presenza di malattie vascolari. Sono stati determinati i loro zuccheri nudi ed i valori di insulina. I partecipanti allo studio hanno inoltre fornito un campione di sangue sul quale sono state effettuate diversi tipi di analisi per accertare la presenza di differenti sostanze ambientali velenose – tra cui anche quelle che si vengono a creare quando l’organismo elabora gli ftalati. All’incirca uno su nove dei partecipanti allo studio soffriva di diabete.

I partecipanti più colpiti da diabete erano quelli in sovrappeso o aventi un alto livello elevato di grassi nel sangue. Gli scienziati però hanno anche stabilito un collegamento tra i valori ematici di alcuni ftalati e l’incidenza del diabete – pur tenendo conto fattori di rischio come obesità, livello di grassi, fumo e sedentarietà. In quasi tutti i pazienti i ricercatori hanno trovato perlomeno quattro dei dieci prodotti della metabolizzazione degli ftalati. Tre di questi metaboliti comportano un rischio più alto di ammalarsi di diabete. I partecipanti con un livello di phtalati più elevato presentavano un rischio pari al doppio di quello dei pazienti con valori più bassi. I ricercatori hanno scoperto inoltre che c’è un legame tra determinati ftalati ed un disturbo di produzione dell’insulina nel pancreas.”Per stabilire però se gli ftalati rappresentino davvero un fattore di rischio per il diabete abbiamo bisogno di condurre ulteriori studi che dimostrino questo legame“, spiega Lind. Ed in proposito rinvia ad condotto su 120 donne incinta che stabilisce un collegamento tra un rischio di diabete più elevato e gli ftalati. “Sono necessari anche studi sperimentali su animali e cellule per sapere quali sono i meccanismi biologici alla base di questa relazione”, dice la ricercatrice.

Obbligo di dichiarazione solo parziale in EU

Numerosi plastificanti disturbano il sistema ormonale umano in quanto “interferenti endocrini“ inibendo, per esempio, l’ormone sessuale maschile. Studi effettuati in Germania e negli Stati Uniti hanno rilevato ripetutamente la presenza di ftalati attivi a livello ormonale nell’urina della popolazione. A volte addirittura in concentrazioni superiori a quelle consigliate dai valori di riferimento. Per di più ftalati diversi accumulano il loro effetto negativo. Possono provocare infertilità maschile e indurre malformazioni ai genitali nei neonati. “A quanto pare determinati ftalati inibiscono la produzione d’insulina”, suppone anche il Prof. Dr. Dr. h.c. Helmut Schatz, endocrinologo a Bochum e portavoce del DGE. ”Altri al contrario probabilmente favoriscono una resistenza contro l’ormone.” Questo legame deve essere dimostrato in studi più approfonditi.

“Al giorno d’oggi è risaputo che queste sostanze sono nocive per la salute umana. Per questo, all’interno della comunità europea, sono proibite nei giocattoli per bambini”, riferisce Schatz. Per quanto riguarda le confezioni dei generi alimentari nel frattempo sono stati abbassati i valori di riferimento del contenuto di ftalati. Eppure numerosi prodotti medici come sacche per sangue e flebo, tubi o cateteri contengono ancora elevate concentrazioni di ftalati. Queste sostanze si liberano facilmente dalla plastica e giungono in questo modo nel corpo umano. L’EU nel marzo 2010 ha perlomeno stabilito l’obbligo per i dispositivi medici di dichiarare sull’etichetta la presenza di Di(2ethylhexyl)-ftalato.

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Sei gruppi di sostanze chimiche sopetti

Uno studio incaricato dall’associazione per l’ambiente BUND (la lega per l‘ambiente e la protezione della nautra tedesca), nel quale sono stati riassunti 240 singoli studi avvenuti negli ultimi anni, mette in guardia soprattutto contro sei gruppi di sostanze chimiche: i plastificanti, che rendono più flessibili il PVC (tappeti in vinile, tende per la doccia, giocattoli) i ritardanti di fiamma (nei televisori, computer, tappezzeria), bisfenolo A (nelle confezioni di generi alimentari e negli scontrini) i composti organici dello stagno (nei giocattoli gonfiabili, nelle scarpe) i pesticidi organofostfati (in frutta e verdura) e vecchie conoscenze come i veleni diossina o PCB. “L’esposizione a sostanze chimiche come il bisfenolo A nel grembo materno ha dato luogo, nella sperimentazione animale, ad un tardivo aumento di peso e resistenza all’insulina”, allerta l’esperta di sostanze chimiche del BUND Sarah Häuser.

Specialmente i gruppi a rischio come le gestanti ed i bambini dovrebbero venire protetti meglio. Numerose sostanze chimiche hanno un effetto simile a quello dell’ormone sessuale umano e possono così provocare squilibri ormonali. Il bisfenolo agisce come un ormone sessuale femminile artificiale, ftalati plastificanti inibiscono l’ormone sessuale maschile. Altre sostanze chimiche influenzano il metabolismo e disturbano probabilmente anche il controllo dell’appetito. Molte sostanze ormonali nocive sono attive proprio in concentrazioni ridotte, mentre in concentrazioni elevate, a volte, non hanno alcun effetto “Nella rielaborazione delle linee guida europee delle sostanze chimiche, prevista a metà del 2013, il governo tedesco si dovrà impegnare affinchè i fabbricanti abbiano l’obbligo di sostituire le sostanze ormonali nocive con alternative più sicure”, pretende Häuser.

Cosa sono gli ftalati?

Gli ftalati sono un gruppo di sostanze chimiche che vengono impiegate per lo più come plastificanti nel PVC. Il DEHP (di-etilesilftalato), ed il DINP (di-isononilftalato) vengono impiegati soprattutto nelle confezioni dei generi alimentari e nelle vernici. Molti dispositivi medici come borse per sangue e flebo, guanti e lenti a contatto sono in PVC morbido. I plastificanti-ftalati contenuti nel PVC morbido sono in media il 30% e possono arrivare al 60%. Siccome non sono strettamente legati al PVC possono evaporare o venir lavati via dalla plastica. Gli ftalati vengono assorbiti dall’organismo per inalazione, attraverso gli alimenti e attraverso la pelle.

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