Anosmia: funzione olfattiva e spray

13. giugno 2017

Le alterazioni del senso dell'olfatto non sono rare. Possono ridurre la qualità della vita e avere un effetto negativo sulle abitudini alimentari. Ora i rinologi dispongono di uno spray nasale che può ripristinare l'olfatto, almeno temporaneamente.

L’incapacità di percepire l’odore può sembrare innocua. Tuttavia, un senso dell’olfatto ridotto o del tutto assente può comportare notevoli limitazioni: chi ne soffre gusta di meno cibi e bevande, perché il loro sapore proviene in gran parte anche dall’aroma. I disturbi dell’olfatto possono dunque portare a mangiare troppo o troppo poco, oppure a salare o zuccherare eccessivamente gli alimenti – con significative conseguenze per la salute. Non percepire gli odori può influenzare anche le relazioni sociali e il benessere mentale: odori piacevoli contribuiscono a sensazioni positive e senza il senso dell’olfatto molti perdono l’odore familiare del partner o dei figli. Non da ultimo, l’olfatto è un importante sistema di allarme dell’organismo: ci avverte dell’odore di gas o di fumo durante un incendio e ci protegge da potenziali rischi per la vita.

Ora ricercatori britannici e tedeschi hanno testato una sostanza che può essere usata come spray nasale per ristabilire almeno temporaneamente la funzione olfattiva nei pazienti con perdita totale o parziale dell’olfatto. Nel loro studio, gli scienziati diretti da Carl Philpott dell’Università di East Anglia (UEA) a Norfolk (Regno Unito) e Thomas Hummel del Centro Interdisciplinare per olfatto e gusto dell’Università Tecnica di Dresda (Germania) hanno utilizzato il citrato di sodio, che è già stato approvato per altri scopi medici, ad esempio nello stomaco e nella vescica, ed è considerato un farmaco sicuro.

Miglioramento transitorio dell’olfatto

Il citrato di sodio può legarsi a molecole di calcio, che sono probabilmente coinvolte nella riduzione del senso dell’olfatto. Gli scienziati volevano scoprire se una riduzione di calcio nelle mucose nasali producesse un minore effetto sul senso dell’olfatto. “Lo spray al citrato di sodio è stato sviluppato per eliminare le molecole di calcio nel muco nasale e quindi ripristinare l’olfatto temporaneamente”, spiega Philpott. Già un precedente studio ha dato prova che il sodio possa avere un tale effetto – tuttavia, era stato testato solo su un piccolo gruppo di pazienti.

All’attuale studio randomizzato, in doppio cieco, hanno partecipato 55 pazienti con disturbi olfattivi non naso-sinusali, il cui senso dell’olfatto era compromesso da lesioni dell’apparato olfattivo – ad esempio a causa di un trauma cranico, infezioni virali o tossine e sostanze inquinanti. Nei disturbi olfattivi sinusali, invece, esiste un’ostruzione del flusso d’aria verso la mucosa nasale, ad esempio a causa di infiammazione del naso o dei seni nasali, polipi o allergia. La metà dei soggetti partecipanti ha ricevuto una volta lo spray di sodio, l’altra metà acqua sterile. I pazienti hanno poi partecipato a un test olfattivo in cui dovevano inspirare quattro differenti odori – profumo di rosa, profumo di pera, aceto e mentolo – in concentrazioni di volta in volta crescenti.

Effetti collaterali di lieve entità

“I risultati mostrano un miglioramento dell’olfatto nei soggetti trattati con sodio citrato spray”, dichiara Philpott. “L’effetto è durato fino a due ore”. Il miglioramento più intenso si verificava da 30 a 60 minuti dopo l’applicazione. Tuttavia, solo un terzo dei pazienti ha risposto al citrato di sodio. “Lo spray sembra essere più efficace nei pazienti in cui l’olfatto è danneggiato da un’infezione virale”, dichiara Philpott. Gli effetti collaterali del trattamento sono stati di lieve entità: i pazienti hanno riferito sintomi lievi come naso che cola, mal di gola o prurito.

Anche un’altra indagine simile di Thomas Hummel e della sua équipe presso l’Università Tecnica di Dresda ha rivelato che il citrato di sodio in pazienti il ​​cui senso dell’olfatto era compromesso dopo un’infezione, rispetto a uno spray placebo, comporta il miglioramento della percezione degli odori.

Necessità di studi sull’uso a lungo termine

Secondo gli autori, gli studi hanno suggerito che il citrato di sodio come spray nasale può migliorare temporaneamente il senso dell’olfatto danneggiato. Di conseguenza, la sostanza avrebbe un certo potenziale per il trattamento di disturbi olfattivi non sinusali. “Tuttavia, i risultati devono essere verificati da altri studi clinici di maggiori dimensioni, in cui si esaminino gli effetti di un uso regolare e prolungagto dello spray”, sottolinea Philpott. I ricercatori hanno in programma di indagare questo argomento in altri studi in cui i soggetti utilizzino lo spray al citrato di sodio per un periodo più lungo, più volte al giorno.

Al contempo, secondo gli autori, va anche notato che in vari tipi di disturbi olfattivi possono essere danneggiate diverse regioni dell’apparato olfattivo. “Pertanto, si deve verificare in quali tipi di disturbi olfattivi lo spray di citrato di sodio sia particolarmente efficace”. Solo dopo tali indagini si potrà decidere se lo spray debba essere prescritto di routine dai medici.

In questo caso, potrebbe essere un metodo sicuro e facilmente applicabile di trattamento per ripristinare l’olfatto, almeno temporaneamente, migliorando così la qualità della vita dei pazienti. “Il citrato di sodio potrebbe essere utilizzato da un lato per il miglioramento a breve termine del senso dell’olfatto, in modo che le persone colpite possano nuovamente gustare i loro pasti e quindi anche migliorare l’assunzione di cibo”, scrivono gli autori. “Ma potrebbe anche essere utilizzato regolarmente e quindi migliorare l’olfatto nel lungo periodo”.

L’assenza di olfatto non è rara

Nel complesso, i disturbi del senso dell’olfatto non sono rari: milioni di persone nel mondo soffrono di anosmia. Più una persona è anziana, più alta è la probabilità di un senso limitato dell’olfatto: nei soggetti di età superiore ai 52 anni, uno su quattro presenta una riduzione dell’olfatto, oltre i 70 anni, una persona su tre ha un problema olfattivo evidente.

Al momento esistono solo possibilità limitate per trattare la disfunzione olfattiva. “Nei disturbi olfattivi sinusali, oltre all’irrigazione nasale, si possono utilizzare anti-infiammatori e decongestionanti che contengono ad esempio cortisone – inizialmente per un breve periodo sotto forma di compresse e poi come spray nasale”, dichiara Hummel. “Anche gli antibiotici possono essere appropriati in questo contesto. Se questa terapia non funziona, si può anche considerare l’intervento”.

Per i disturbi olfattivi non sinusali finora ha dimostrato di essere efficace un allenamento olfattivo, in cui il soggetto deve annusare per diversi mesi con regolarità quattro diversi profumi. “Una meta-analisi del nostro gruppo di ricerca ha dimostrato che i pazienti manifestano un indubbio miglioramento. La guarigione completa del disturbo olfattivo è però raramente possibile”, dice Hummel.

Più considerazione da parte di medici e cliniche ORL

Tradizionalmente l’olfatto è stato considerato un senso meno importante, perché la compromissione della vista o dell’udito comportava limitazioni significativamente più forti, dichiarano i ricercatori. “Negli ultimi anni, i disturbi olfattivi sono stati presi in considerazione in maniera sempre maggiore da medici e cliniche ORL e conseguentemente nella diagnosi e nel trattamento”, dice Hummel. Quindi ora è disponibile un test olfattivo standardizzato a livello internazionale, che gli specialisti e le cliniche ORL possono utilizzare per la diagnosi.

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