Zanzare: vaccinare con lo sputo

18. aprile 2017

Ogni anno, oltre 700 milioni di persone contraggono malattie trasmesse dalle zanzare, come malaria e febbre dengue. Una società britannica ha sviluppato un vaccino che dovrebbe proteggere da tutte queste malattie. Il vaccino è al momento testato in uno studio di fase 1.

Uno degli animali più pericolosi è tuttora la zanzara. Infatti, la saliva, iniettata nel sangue umano con la puntura, non contiene solo una varietà di proteine, che consentono in primo luogo il pasto di sangue all’insetto – talvolta nel corpo umano arrivano anche agenti patogeni pericolosi. Solo di malaria, che viene trasmessa dalla zanzara anofele, si ammalano ogni anno più di 200 milioni di persone e circa 600.000 muoiono.

Oltre ai parassiti unicellulari della malaria, i plasmodi, le zanzare possono anche trasmettere arbovirus. A questo gruppo di virus appartengono tra l’altro il virus Zika, il virus della febbre gialla e il virus dengue. Un vaccino chiamato AGS-v, sviluppato dalla società farmaceutica britannica SEEK, ora dovrebbe rendere immuni a tutte queste malattie. La società farmaceutica si spinge ancora oltre: le zanzare che pungono un soggetto immunizzato dovrebbero o morire giovani, o non essere più in grado di riprodursi.

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Malattie trasmesse dagli insetti © NIAID, flickr

Che cosa rende il vaccino SEEK così diverso?

Normalmente i vaccini, che dovrebbero rendere le persone immuni alla malaria e altre malattie, contengono patogeni attenuati o abbattuti, proteine o frammenti di acidi nucleici. Questi vengono iniettati e rendono il soggetto vaccinato immune all’agente patogeno di una certa malattia. Tuttavia, i vaccini contro le malattie trasmesse dalle zanzare non hanno ancora l’efficacia necessaria.

Il vaccino SEEK funziona in modo diverso: la saliva della zanzara contiene molte proteine differenti. La modalità funzionale di ciascuna molecola proteica è finora sconosciuto. Tuttavia, consentono all’insetto di bere il sangue umano, prevenendo al contempo la coagulazione ematica e modificando i segnali del dolore della preda. L’azienda farmaceutica ora ha identificato quattro proteine che sono normalmente presenti nelle ghiandole salivari delle zanzare e le ha prodotte sinteticamente.

Se sono somministrate all’uomo, le molecole proteiche provocano un tipo di risposta allergica. Non appena un insetto punge il soggetto e inietta la sua saliva nell’organismo umano, il sistema immunitario reagisce come nel caso di un’allergia, uccidendo gli agenti patogeni. L’azienda farmaceutica ha impiegato circa dieci anni per sviluppare questo vaccino. Ora la società ha avviato un piccolo studio di fase 1 con l’istituto americano NIAD (National Institute of Allergy and Infectious Disease ) [comunicato stampa].

Risultati delle ricerche precedenti

L’idea di sviluppare un vaccino contro la saliva della zanzara non è una novità. Già nel 2006, sulla rivista Parasite Immunologie [Paywall] è stata pubblicata una recensione, che esaminava i fattori immunomodulatori nella saliva degli artropodi e il loro potenziale come nuovi obiettivi per i vaccini. Tre anni dopo, nel 2009, scienziati americani hanno presentato sulla rivista PLOS Pathogens un vaccino contenente antigeni contro la saliva della mosca della sabbia. Questi parassiti sono molto più piccoli delle zanzare e possono trasmettere diverse leishmaniosi. Se i cani erano immunizzati con il vaccino, questo stimolava i linfociti, che a loro volta uccidevano l’agente patogeno Leishmania infantum.

Non sempre i vaccini contro le proteine salivari sono efficaci. Nel 2010 ad esempio Vanderberg e l’équipe della New York University School of Medicine avevano sviluppato un vaccino dalla saliva della zanzara, che avrebbe dovuto immunizzare i topi contro la malaria. Tuttavia, gli scienziati non hanno potuto rilevare alcuna influenza sulla trasmissione e sull’infettività.

Anche un gruppo di ricerca guidato da Carol Blair aveva sviluppato un vaccino a base di proteine dalla saliva della zanzara, che doveva proteggere i topi dalla febbre del Nilo occidentale – tuttavia, questo vaccino ha portato all’aumento della patogenicità del virus. Secondo Clive McKimmie dell’Università di Leeds un motivo potrebbe essere il fatto che il processo infiammatorio aumentava nella pelle e quindi peggiorava la malattia. I ricercatori avevano studiato il virus della foresta del Semliki (SFV), un parente del virus Chikungunya, e rilevato che è molto più pericoloso quando entra nell’organismo con la saliva dell’insetto.

Il motivo in questo caso sarebbe che la saliva stimola una risposta immunitaria specifica, in presenza della quale i macrofagi accorrono nel sito della puntura. Questi sono poi infettati dal virus e quindi raggiungono il resto dell’organismo.

I risultati della sperimentazione animale non sono pubblici

Comunque il vaccino SEEK non sembra provocare questi problemi. Questo vaccino è stato testato in vari esperimenti su animali su topi, ratti e cani. Secondo il CEO di SEEK, Gregory Stoloff, questi risultati sarebbero promettenti. Tuttavia, gli studi non sono stati pubblicati. Comunque i test apparentemente hanno soddisfatto i requisiti del NIAID per iniziare una sperimentazione clinica su 60 partecipanti.

Questi soggetti saranno assegnati ad uno di tre gruppi. Ciascun partecipante riceverà due iniezioni ad intervalli di 21 giorni – in cui al gruppo placebo sarà somministrata acqua sterile, al gruppo AGS-v il vaccino SEEK e al terzo gruppo il vaccino con un adiuvante. Questo adiuvante è una miscela oleosa o acquosa, comunemente usata nei vaccini per migliorare la risposta immunitaria.

Né i ricercatori né i partecipanti sanno chi appartiene a quale gruppo. Tra le vaccinazioni e due volte dopo la seconda vaccinazione, si eseguirà il prelievo e l’analisi del sangue dei partecipanti per gli anticorpi. Inoltre, i volontari dovranno farsi pungere da cinque-dieci zanzare con il nome di Aedes aegypti. Queste zanzare saranno poi osservate per determinare se il loro ciclo di vita cambia.

B-roll of Mosquitoes

Come si prosegue?

“Le zanzare causano più malattie e morti umane di qualsiasi altro animale”, dichiara Anthony Fauci, Direttore del NIAID. “Un singolo vaccino, che protegge contro tutte le malattie trasmesse dalle zanzare, è un nuovo concetto, che – qualora si dimostrasse efficace – sarebbe un enorme progresso nel campo della salute pubblica”. Tuttavia, nell’attuale studio di fase 1 saranno prima valutate solo la sicurezza del farmaco e la risposta immunitaria.

Si prevede che lo studio prosegua fino all’estate del 2018. Solo se i risultati saranno promettenti, seguiranno altri studi sull’efficacia. Fino ad allora resta da vedere quando e se il vaccino SEEK sarà approvato.

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1 commento:

LAUREA IN MEDICINA NINO CIRIACO
LAUREA IN MEDICINA NINO CIRIACO

Intendo corretto solo 2 punture? – Nino Ciriaco – Medico

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