Solarium: cancro della pelle in dieci sedute

20. settembre 2012

Quasi 3.500 nuovi casi di cancro all’anno sono riconducibili, solo in Europa, all’abbronzatura artificiale. Secondo le statistiche ogni anno muoiono circa 800 persone a seguito di un melanoma causato dal solarium, è quanto rende noto un gruppo di ricerca internazionale.

Per la loro meta-analisi gli studiosi hanno analizzato 11.428 casi di tumore alla pelle (melanoma, carcinoma a cellule squamose e primarie, carcinomi a cellule basali) dal 1981 al 2012 negli allora 15 paesi membri dell’unione europea (Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Spagna, Svezia, Portogallo, Paesi Bassi e Regno Unito, così come tre paesi ex EFTA (European Free Trade Association) Islanda, Norvegia e Svizzera. Il rischio di melanoma aumenta del 20 per cento frequentando un centro di abbronzatura con raggi ultravioletti artificiali. I giovani sono soggetti particolarmente a rischio. Per le persone di età inferiore ai 35 anni che si sono espongono ai raggi UV di un lettino abbronzante il rischio è addirittura doppio, è quanto si evince dallo studio pubblicato sulla rivista specializzata British Medical Journal (BMJ).

Rischio sottovalutato

Gli studi precedenti hanno sottovalutato in modo significativo i rischi relazionati ai lettini abbronzanti poiché questi ultimi, in media, vengono frequentati prevalentemente da individui dalla pelle chiara: persone con i capelli rossi e castani, con problemi di pigmentazione e tipo di pelle I e II. “I lettini abbronzanti più potenti sono in grado di emettere raggi ultravioletti da dieci a 15 volte più forti del sole di mezzogiorno sul Mediterraneo”, fanno sapere Mathieu Boniol, direttore scientifico dell’International Prevention Research Insitute di Lione, in Francia, ed i suoi colleghi di ricerca. Sebbene già in precedenza se ne sospettasse la pericolosità solo a partire dal 2009 l’International Agency for Research on Cancer (IARC) ha classificato come potenzialmente cancerogeni l’intero spettro della radiazione UV e dei dispositivi di abbronzatura indoor e non soltanto i raggi UV-B. La lunghezza d’onda che emette luce ultravioletta è compresa tra i 100 ed i 400 nanometri (nm).

Le onde UV-A hanno una lunghezza compresa tra i 315 ed i 400 nm, quelle UV-B di 280 -315 nm e le UV-C di 100-280 nm. Tramite esperimenti effettuati su esseri umani volontari è stato dimostrato che le radiazioni UV-A e UV-B sono in grado di indebolire il sistema immunitario. I lettini abbronzanti moderni emettono principalmente onde UVA, la componente di UV-B è di poco meno del cinque per cento e provoca un’abbronzatura particolarmente profonda e duratura. Spesso il cancro della pelle, attivato dai raggi UV, diviene evidente soltanto a distanza di anni. “Il che significa che il numero dei casi di cancro della pelle dovuti ai lettini abbronzanti poterebbe aumentare ulteriormente nel corso dei prossimi 20 anni”, fanno sapere i ricercatori. Ciò nonostante in molti paesi l’uso del solarium è ancora ampiamente diffuso: anche tra gli adolescenti ed i giovani adulti. “Dei 63.942 nuovi casi di cancro della pelle (melanoma) che vengono diagnosticati ogni anno nei 15 paesi della CE e nei tre dell’EFTA si calcola che 3.438 (5,4%) siano dovuti all’uso del lettino, sottolineano i ricercatori. Con 2.341 casi (6,9%) le donne sono significativamente più colpite rispetto agli uomini, 1.096 casi (3,7%). Assumendo un rapporto tra morbilità del cancro/mortalità da cancro del 3,7 negli uomini (nelle donne 4,7), ogni anno, nei 15 paesi della CE, 498 donne e 296 uomini muoiono di cancro della pelle a causa della frequentazione di un solarium.

Rischio evitabile

I melanomi e gli altri tumori della pelle dovuti all’uso lettino sono malattie che possono essere evitate sottolineano Boniol ed i suoi colleghi. L’industria dell’abbronzatura artificiale eppure non ha ancora fatto nulla per informare in modo adeguato la clientela sui rischi a cui si espone. “Al contrario essi sostengono ancora che abbronzarsi in modo controllato sia sicuro ed abbia persino effetti positivi sulla salute”, criticano i ricercatori. Limitare l’uso dei lettini abbronzanti e pretendere che i genitori ne vietino l’uso ai figli sono misure inutili dato che spesso sono gli stessi genitori che ne fanno uso. Questo dimostra che c’è bisogno di disposizioni legali precise che vietino l’uso dei lettini abbronzanti ai minori di 18 anni e interdicano le lampade abbronzanti a gettoni prive di un supervisore. Recentemente leggi di questo tipo sono entrate in vigore in Australia, California ed alcuni paesi europei come Austria, Belgio, Francia, Germania, Portogallo, Scozia e Spagna. Lo studio franco-italiano si basa complessivamente su 27 singoli studi (23 studi caso-controllo e tre studi di coorte), effettuati tra il 1981 ed il 2012, 18 dei quali in Europa, sette negli Stati Uniti e Canada e due in Australia. I valori dell’indice di rischio calcolati “valgono per tutti i cittadini europei e per quelli del Nord America e Australia aventi la pelle chiara” sostengono i ricercatori. I risultati mostrano che il rischio di cancro della pelle aumenta con ogni ulteriore seduta di solarium dell’1,8% all’anno. Coloro che utilizzano frequentemente lampade e lettini abbronzanti contraggono un cancro della pelle fino al 42% più spesso rispetto a coloro che non ne fanno uso.

Lo studio SUN mette in guardia le donne tra i 18 ed i 25 anni

Circa 3,5 milioni di tedeschi di età inferiore ai 36 anni frequentano un solarium, 167 mila dei quali sono minorenni. Circa 224.000 persone all’anno contraggono un nuovo cancro della pelle, 26.000 di esse un tumore nero della pelle (melanoma maligno). L’Istituto di Public Health di Mannheim (MIPH) ha intervistato, nell’ambito del così chiamato SUN-Studie (Sunbed Use: Needs for Action-Study 2012)* 4800 tedeschi tra i 15 ei 45 anni interrogandoli sulle proprie abitudini relative alla frequentazione di un solarium e ne ha presentato i risultati a Berlino all’Workshop internazionale della società europea per la prevenzione del cancro della pelle (EUROSKIN). Sulla base di questi dati le donne di età compresa tra 18 e 25 sono state classificate come soggetti particolarmente a rischio. “Le donne tra i 18 ei 25 anni rappresentano un gruppo-tipo di frequentatore assiduo, utilizzano il lettino abbronzante tanto quanto gli uomini”, riferisce il professor Sven Schneider, Senior Scientist e direttore del gruppo di ricerca del MIPH. Un’altra tendenza preoccupante è che i centri di abbronzatura fanno pubblicità ai loro servizi come trattamenti terapeutici. “Le terapie UV possono essere effettuate solo sotto controllo medico e dopo una valutazione accurata dei rischi e dei benefici per il paziente: dato che i raggi UV sono un agente cancerogeno e comportano un rischio più elevato di cancro della pelle”, avverte il Prof. Eckhard Breitbart, presidente dell’Associazione di prevenzione dermatologica (ADP).

Ulteriori dati presentati al Congresso EUROSKIN confermano quanto poco e male vengano attuate, nella maggior parte dei centri di abbronzature artificiale, le misure di prevenzione stabilite dalla legge. Nonostante in Germania il solarium sia vietato ai minori 167.000 di loro lo utilizzano ogni anno. Dal congresso gli esperti dell’EUROSKIN sollecitano quindi l’abolizione dei solarium a gettone incustoditi, maggiori controlli per i solarium affinché le normative in vigore vengano attuate ed una formazione del personale operativo indipendente dal centro di abbronzatura e dei produttori di lampade. “Le cabine abbronzanti non hanno effetti positivi sulla salute: né per quanto riguarda la pre-abbronzatura della pelle, né per la produzione di vitamina D e neanche per rafforzare il sistema immunitario”, dice Schneider.

Il 1° agosto sono entrate in vigore le normative per la sicurezza UV

Dal 1° agosto 2012 in Germania gli apparecchi per l’abbronzatura possono avere una’emissione massima non superiore agli 0,3W/m² di pelle. Questo valore corrisponde all’indice UV 12, pari alla potenza dei raggi del sole alle ore 12 all’equatore. L’etichettatura dell’apparecchio deve attestarne la conformità. “Il nuovo limite di emissione massima corrisponde pur sempre alla più alta dose di UV misurabile sulla terra a mezzogiorno in una giornata serena all’equatore”, dice Gerd Nettekoven, amministratore delegato del Centro di aiuto per il Cancro tedesco. “Fino ad oggi i vecchi apparecchi potevano emettere radiazioni di una potenza anche fino a tre volte maggiore.” La nuova norma si basa sul decreto di protezione dagli UV (UVSV) per i solarium entrato in vigore all’inizio del 2012. Il centro di Aiuto per il Cancro tedesco e le ADP accolgono con favore questa regolamentazione. “Noi sconsigliamo comunque l’utilizzo delle lampade, dato che non esistono consigli per un uso sicuro del solarium che eviti di andare incontro a possibili danni futuri”, dice Breitbart. In tutti i casi bisognerebbe effettuare un controllo di tutti i solarium. Qualora non venga attuato anche uno solo dei punti della lista di controllo il solarium non deve essere usato.

* Lo studio SUN 2012 verrà pubblicato alla fine del mese di ottobre, qui ne troverà un estratto in anteprima.

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