La dengue cerca asilo

31. maggio 2016

Nei prossimi decenni il rischio di epidemie di dengue in Europa si espanderà. Lo dimostrano le simulazioni di un gruppo di ricerca svedese. È quindi importante stabilire ora sistemi di allerta precoce e interventi di prevenzione a livello europeo.

La febbre dengue è al momento la malattia più importante [Paywall] a livello mondiale, trasmessa da artropodi, come insetti, zecche o aracnidi. Secondo le indicazioni dell’OMS il numero di casi d’infezione è aumentato drasticamente negli ultimi decenni, con una stima di 390 milioni di casi di dengue all’anno. Il portatore principale del virus della dengue è la zanzara della febbre gialla o la zanzara Aedes aegypti, mentre la zanzara tigre asiatica Aedes albopictus è un secondo vettore meno efficiente.

Gli studi hanno già dimostrato che l’aumento delle temperature in Europa può favorire la diffusione di malattie tropicali come la dengue e la febbre chikungunya. Anche i fatti parlano da soli: in Grecia, per la prima volta dal 1974, nel 2010 si sono nuovamente manifestati casi di malaria, nel 2007 nell’Italia settentrionale si è verificato un focolaio di febbre chikungunya e nel 2012 si è osservato il primo grande focolaio di dengue importante in Europa dagli anni Venti: sull’isola portoghese di Madeira ha colpito circa 2.000 persone.

Le fluttuazioni della temperatura svolgono un ruolo importante

Jing Liu

Jing Liu-Helmersson, ricercatrice presso il Dipartimento di Sanità Pubblica e Medicina Clinica presso l’Università di Umeå in Svezia. © Università di Umeå

Un gruppo di ricerca guidato da Jing Liu-Helmersson dell’università svedese di Umeå ha definito per la prima volta con simulazioni di calcolo l’aumento delle temperature medie e delle variazioni termiche giornaliere per prevedere l’insorgenza di febbre dengue in 10 città europee. Il team ha esaminato la cosiddetta capacità di vettore: la capacità delle zanzare di trasmettere il virus da uomo a uomo. Nella loro analisi, i ricercatori hanno considerato le temperature attuali e previste dal 1901 al 2099 e hanno effettuato diverse ipotesi sul cambiamento climatico – da un aumento moderato a forte delle temperature medie.

“Sia un clima più caldo, sia maggiori fluttuazioni termiche influenzano la capacità delle zanzare Aedes di trasmettere la febbre dengue”, hanno spiegato Jing Liu-Helmersson e il suo team. Quindi le temperature più elevate favoriscono la propagazione e la trasmissione di virus dengue e spingono le zanzare femmina a pungere più frequentemente. Contemporaneamente, si allarga la finestra temporale per anno del periodo in cui si può trasmettere la dengue.

Probabili epidemie di dengue nell’Europa meridionale

I calcoli degli scienziati hanno dimostrato che le epidemie di dengue in Europa meridionale si verificheranno probabilmente durante l’estate, qualora lì arrivino zanzare Aedes. Di conseguenza, è elevata la probabilità che in città come Atene, Roma, Malaga e Nizza si manifestino epidemie di dengue. Attraverso l’aumento del riscaldamento globale, le aree a rischio potrebbero nel tempo spostarsi verso nord ed estendere la finestra temporale di trasmissione del virus. “Verso la fine del 21° secolo si potrebbero verificare focolai di dengue stagionali in tutta Europa, qualora in una certa regione siano presenti zanzare Aedes”, scrivono i ricercatori.

Le zanzare Aedes albopictus sono diffuse in tutta l’Europa meridionale e arrivano persino nei Paesi Bassi. Al contrario, finora le zanzare Aedes aegypti, il principale vettore di virus della dengue, si osservavano solo in Russia e in Georgia. Tuttavia, fino agli anni Cinquanta si erano diffuse nei paesi europei come la Francia, la Spagna o il Portogallo. Gli studi prevedono anche che entro il 2080 le zanzare Aedes aegypti si diffonderanno nelle regioni costiere europee. “Di conseguenza, è probabile che le zanzare Aedes diventino una parte integrante della fauna in Europa”, dichiara Liu-Helmersson.

Inoltre, il virus della dengue potrebbe essere trasportato sempre di più dai viaggiatori internazionali, dai migranti e dal trasporto di merci verso l’Europa e da lì introdotto in nuove regioni. Anche l’aumento dell’urbanizzazione e il diverso utilizzo delle zona di campagna potrebbe contribuire [Paywall] alla diffusione delle malattie tropicali in Europa.

Le strategie per combattere i cambiamenti climatici potrebbero fermare la dengue

Tuttavia, la diffusione della febbre dengue nello studio di Liu-Helmersson è stata fortemente influenzata da un fattore specifico: i tassi di emissione e il conseguente aumento della temperatura. “Questo significa che le misure per ridurre i gas a effetto serra sono molto importanti. Possono influenzare notevolmente la diffusione spaziale e temporale della febbre dengue”, scrivono gli scienziati.

Dengue

A sinistra: regioni in cui attualmente si possono verificare epidemie di dengue (trasmessa dalle zanzare Aedes). A destra: probabilità di epidemie di dengue negli anni 2090. Grafico superiore: in caso di tassi elevati di emissioni. Grafico inferiore: in caso di tassi bassi di emissioni. Le linee colorate mostrano prima le variazioni storiche e poi quelle globali stimate della temperatura superficiale. In questo contesto sono accettati diversi tassi di emissione elevati (RCP 2,6-8,5). © Jing Liu-Helmersson

I risultati del team di ricerca evidenziano inoltre la necessità di sviluppare misure efficaci per controllare le zanzare vettore. “L’epidemia di dengue a Madeira è stata una sorta di campanello d’allarme per indicare che si deve fare qualcosa in Europa”, sottolinea Liu-Helmersson.

Sviluppare sistemi di allarme precoce

Per rilevare tempestivamente i focolai regionali della malattia, è necessario monitorare costantemente la diffusione dei virus tropicali e delle zanzare vettore, sottolinea un gruppo di ricerca guidato da Francis Schaffner dell’Università di Zurigo. Esistono infatti diverse istituzioni per il controllo delle malattie infettive in Europa. Tuttavia, attualmente non sono sufficientemente preparate per l’arrivo e la diffusione di agenti patogeni tropicali in Europa, dichiara Jan C. Semenza del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) in un articolo di riesame.

Diverse organizzazioni, come la European Environment and Epidemiology (E3) Network, a cui appartiene l’ECDC, studiano già i fattori che influenzano la diffusione delle malattie tropicali in Europa. In questo contesto sono inseriti, ad esempio, dati climatici e meteorologici, statistiche sui viaggiatori e dati provenienti da registri sanitari. Così, in un caso di studio, i ricercatori hanno calcolato la probabilità che la febbre dengue sia associata ai viaggiatori internazionali verso l’Europa. Tali analisi possono contribuire a sviluppare sistemi di allarme precoce per predire il rischio di epidemie di dengue. “Questo potrebbe servire come base per garantire misure di prevenzione o mitigazione rapide”, ha dichiarato Semenza.

La cooperazione internazionale è importante

Una possibile contromisura sarebbe, per esempio, sradicare tempestivamente le zanzare vettore dopo la loro introduzione, spiegano Schaffner e il suo team. “Quando le zanzare si sono già diffuse, si potrebbero adottare strategie simili a quelle dei paesi tropicali”, dichiarano gli scienziati. “Da un lato, la lotta contro le zanzare, dall’altro, la formazione della popolazione, ad esempio sulle misure di protezione dalle zanzare e i sintomi della malattia”.

La chiave di tutto questo è che i paesi europei coordinino le loro attività. Diversi paesi nell’area mediterranea hanno già avviato interventi per prepararsi al rischio crescente di malattie trasmesse dagli insetti. Tuttavia, le misure sono spesso ancora molto elementari, scrive un gruppo di ricerca guidato da Maya Negev dell’Università israeliana di Haifa. “Qui i vari paesi devono sempre collaborare, condividere le informazioni e coordinare le azioni – al meglio, sotto l’egida di un’organizzazione superiore, politicamente neutrale”, dichiarano Negev e il suo team. “Perché i portatori di malattie infettive non conoscono confini politici”.

Pubblicazione originale:

Climate Change and Aedes Vectors: 21st Century Projections for Dengue Transmission in Europe
Jing Liu-Helmersson et al.; EBioMedicine, doi: 10.1016/j.ebiom.2016.03.046; 2016

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