Carcinoma mammario: le molte facce del cancro

5. novembre 2012

Dai risultati di uno studio emerge che la maggior parte dei carcinomi mammari sono dovuti a mutazioni in 30 - 50 geni. Uno dei risultati più significativi è che molte delle mutazioni cancerogene recentemente scoperte si sono verificate in modo specifico nelle singole quattro sottoclassi di tumori al seno finora riconosciute.

Lo studio Comprehensive molecular portraits of human breast tumours (ritratti molecolari completi dei tumori al seno umani) è stato pubblicato sulla rivista specializzata Nature. Gli autori dello studio del Cancer Genome Atlas Networks, un grande consorzio di gruppi di ricerca prevalentemente statunitensi, hanno analizzato le cellule tumorali e come controllo le cellule germinali di 825 pazienti tramite numerosi procedimenti di high-throughput. Sono stati raccolti, tra gli altri, dati relativi all’espressione dell’mRNA, informazioni sulla metilazione del DNA e sulle mutazioni puntiformi del DNA. Inoltre si è proceduto al sequenziamento del micro RNA e del completo exome ed alla misurazione dell’espressione di alcune proteine. Per 348 tumori si avevano a disposizione dati provenienti da tutte le tecniche utilizzate. I risultati mostrano una malattia molto eterogenea: nel dieci per cento o più di tutti i tumori solo tre geni (TP53, PIK3CA e GATA3) risultano mutati.

I carcinomi mammari possono essere suddivisi, dal punto di vista clinico, in tre gruppi terapeutici: i tumori ER-positivi rispondono agli antagonisti ormonali. Le cellule tumorali, in cui si trovano molteplici copie del gene HER2 possono venire trattate con anticorpi. Una terza classe di tumori, priva di questi caratteristici marcatori è destinata alla chemioterapia. Negli ultimi anni, a seguito di analisi sull’espressione genica, è stato inserito un quarto ulteriore sottotipo ampliando la classificazione. Questi quattro tipi si differenziano in termini di prognosi e di trattamento. Lo studio ha contribuito a confermare e definire ancora più chiaramente queste quattro classi molecolari.

I sottogruppi di cancro al seno in dettaglio

  • Tumore Luminal-A con una frequenza del 44 % il tipo di tumore più ricorrente nello studio. Queste cellule tumorali presentano sulla propria superficie un numero superiore alla media di recettori degli estrogeni e del progesterone. Perciò questi tumori rispondono molto bene ad una terapia anti-ormonale. In caso di bassa proliferazione si parla di luminal A.
  • Tumori Luminal-B con un’incidenza del 24 % il secondo tipo di tumore più ricorrente nello studio. Sono caratterizzati da una proliferazione elevata. Pertanto, per questo tumore, è consigliata la chemioterapia in aggiunta alla terapia endocrina.
  • Tumori Basal-like seguono al terzo posto con il 19%. Non rispondono né ad una terapia antiormonale né ad una terapia mirata contro Her2. Vengono chiamati pertanto anche triplo negativo. Il nuovo studio mostra che le variazioni genetiche in questi tumori sono simili a quelle del cistadenocarcinoma sieroso papillare, un tipo particolare di cancro ovarico. Dall’analisi risulta che entrambi questi tipi di cancro possono essere trattati con farmaci che inibiscono la crescita di nuovi vasi sanguigni.
  • Tumori Her 2 identificati nell’undici per cento dei casi. Si tratta di cellule tumorali con numerosi siti di aggancio per un fattore di crescita specifico. Dall’analisi genetica risulta che esistono differenze assai significative all’interno dei tumori HER2-positivi e pertanto i ricercatori li classificano in due ulteriori gruppi: da una parte i Her2 arricchiti veri e propri, dall’altra quelli che potrebbero essere inscrivibili al gruppo dei Luminal. Ciò vuol dire che i primi rispondono ad una terapia mirata contro HER2 mentre i secondi no.
  • È stato identificato infine anche un quinto tipo di cancro al seno (frequenza del 2%) detto “normale-like”. Siccome solo otto dei tumori esaminati nello studio erano di questo tipo, i ricercatori non sono stati in grado di fornire nessuna informazione più dettagliata.

var dcmv = new DcMediaViewer(); dcmv.embed({“slider”: “bKdT-NerrbH-o-qFvnE8Ug”, “view”: “max”, “tooltips”: false });

“Grazie al nostro studio è stato fatto un importante passo avanti verso la comprensione delle cause genetiche dei quattro tipi principali di cancro al seno”, ha detto il capo dello studio Matthew Ellis della Washington University School of Medicine di St. Louis. In questo modo è stata completata la catalogazione di quasi tutte le mutazioni genetiche nel carcinoma mammario. “Ora siamo in grado di esaminare quali siano i farmaci più efficaci per i malati di cancro al seno sulla base del profilo genetico del tumore”, spiega Ellis. “In questo modo forse, in futuro, potremmo essere in grado di prevedere con esattezza a quali donne sia possibile risparmiare la chemioterapia”, aggiunge il Prof. Matthias W. Beckmann, direttore della clinica femminile presso l’Università di Erlangen. Tuttavia prima che questi risultati possano trovare un’applicazione nella prassi clinica occorreranno ancora anni ed ulteriori studi.

I trattamenti attuali

Al momento attuale sono i medici a decidere il tipo di trattamento sulla base delle dimensioni del tumore, del tipo di cellule e del numero di linfonodi coinvolti. I così detti marcatori di tessuto tumorale svolgono un ruolo importante: in base a questi si riesce a prevedere la velocità di crescita del tumore e si determina a quale tipo di farmaco o chemioterapia fare ricorso. Viene testato se le cellule tumorali siano dotate di punti di ancoraggio per gli estrogeni e progesterone, e vengono cercati recettori HER2 che si legano ai fattori di crescita. Viene determina la presenza del marcatore Ki-67. Quanto più diffusa è la sua presenza nelle cellule tanto più rapida la divisione cellulare. Sulla base di questi fattori viene determinato un trattamento individuale. Al momento attuale, molto spesso, si procede all’asportazione chirurgica del carcinoma senza però dover ricorrere, nel 80 per cento dei casi, all’asportazione dell’intera mammella, ma solo del tumore. A questo fanno seguito la radioterapia e poi la chemioterapia. Qualora nelle cellule tumorali si rilevi la presenza di recettori ormonali si raccomanda di eseguire in aggiunta anche una terapia antiormonale.

Secondo l’OMS ogni anno in tutto il mondo a circa 1,3 milioni di persone viene diagnosticato un cancro al seno, 450.000 di loro muoiono. Ogni anno in Germania vengono diagnosticati 72.000 nuovi casi di cancro al seno e muoiono 17.000 persone. Oltre il 99 per cento dei malati sono donne ma anche gli uomini possono sviluppare un cancro al seno.

Il Cancer Genome Atlas (TCGA)

Nel 2006 i genetisti del cancro hanno varato un progetto da 100 milioni di dollari, presso alcuni centri di ricerca sul genoma statunitensi e presso il britannico Sanger Institut, con l’obbiettivo di decodificare il patrimonio genetico difettoso dei tumori. Il Cancer Genome Atlas (TCGA) si propone di raccogliere i differenti difetti genetici di tutti i tipi di cancro conosciuti. Alla fine del 2008 è stato fondato l’International Genome Consortium con la partecipazione di oltre 22 paesi industrializzati. Inizialmente verranno decifrate le funzioni cellulari dei 50 tipi di tumore principali. L’obbiettivo è quello di conoscere le proteine che l’organismo produce a seguito di mutazioni genetiche patologiche per poter essere in grado di bloccarle in modo mirato. In seguito verranno effettuate delle prognosi sull’evoluzione della malattia tumorale. E, terzo, si vuole riuscire a sapere se un malato, in base al proprio patrimonio genetico, sia in grado di rispondere ad uno specifico trattamento.

A questo scopo verranno analizzati, nel corso dei prossimi dieci anni, 500 campioni di tessuto malato e di tessuto sano di ognuno dei 230 tipi di tumore conosciuto. I primi risultati della ricerca sono già noti: sono già stati pubblicati il genoma di un malato di cancro al seno e di uno affetto da leucemia, mettendo rispettivamente a confronto le cellule tumorali e quelle sane.

21 valutazioni (3.95 ø)
Medicina, Oncologia


Copyright © 2019 DocCheck Medical Services GmbH
Lingua:
Seguire DocCheck: