Psicochirurgia: dal taglio al taglietto

16. luglio 2010
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Il tempo dei tagli nel cervello in caso di psicosi e disturbi depressivi è passato. I chirurghi sono molto cauti nel curare i problemi mentali con sonde, laser e impulsi elettrici. E oggi vale forse la pena di dare uno sguardo al numero dei successi.

35 Anni fa Jack Nicholson mostrò a tutti il lato oscuro della psicochirurgia. Nel suo famosissimo film “qualcuno volò sul nido del cuculo” i medici curavano i pazienti mentali con la lobotomia, mettendoli così a riposo per sempre. “Così si distrugge la fantasia, sia sopprimono i sensi, il pensiero e si crea un individuo controllabile simile ad un robot”, dice Walter Freeman. I successi dell’allora star della psicochirurgia Freeman con la lobotomia, cui ricorreva per combattere dolori, depressioni e psicosi, hanno lasciato dietro di sé, negli anni cinquanta dell’ultimo secolo, una scia di pazienti privati della propria volontà. Solo cinquant’anni più tardi i neurochirurghi hanno ripreso, con moltissima cautela, a trattare le malattie psichiche con il bisturi.

Curato con il bisturi a raggi gamma

I nuovi rappresentanti della psicochirurgia sono estremamente cauti e severi nella scelta dei loro pazienti. Solo se i medicinali, le sedute o le terapie del comportamento falliscono , viene presa in considerazione l’ipotesi chirurgica La quota di successi non è ancora così alta da poter giustificare la previsione di un roseo futuro per questi interventi. Per Gerry Radano , tuttavia, l’operazione ha significato il ritorno alla vita normale. Era affetto da un disturbo ossessivo compulsivo con un bisogno sproporzionato di preservare la pulizia del suo corpo dalle minacce nell’ambiente circostante, una fobia che lo aveva portato in tre diverse cliniche psichiatriche e quasi a rovinare la sua vita familiare. È stato salvato dal “bisturi” a raggi gamma, che ha distrutto la via nervosa nella Capsula interna. Dopo essere stato curato Gerry Rodano ha deciso di raccontare il corso della sua malattia e della terapia con un libro: „Contaminated“ . Particolarmente per quanto concerne il trattamento delle OCD (Obsessive Compulsive Disorder) ci sono buone notizie provenienti dagli Stati Uniti e dalla Germania. Anziché recidere, come veniva fatto precedentemente, le vie nervose tra il lobo frontale e il talamo, esistono oggi metodi molto più precisi. Nelle operazioni stereotassiche il chirurgo inserisce delle sonde nella regione interessata e recide con il calore o il freddo solo pochi tessuti.

La stimolazione celebrale profonda contro i tics

Sempre più spesso si ricorre alla stimolazione celebrale profonda, utilizzata da anni nei pazienti con il morbo di Parkinson. Oggi alcuni medici impiegano lo stimolatore elettrico con elettrodi sui pazienti affetti da pesanti depressioni e fobie. Peter Tass dell’istituto di ricerca di Jülich ha osservato un’attività ritmica regolare nel Nucleus accumbens dei pazienti con disturbi ossessivi compulsivi . Gli impulsi elettrici degli elettrodi dovrebbero arginare i segnali patologici come una sorgente di frequenze spurie. Il vantaggio di questo metodo consiste nella reversibilità. Se il posizionamento degli elettrodi non va bene, i medici possono regolarli od anche, se necessario, spegnere la sorgente.

Volker Sturm della Uniklinik Köln utilizza questo metodo per il trattamento di pazienti con la Tourette-Syndom. “Nella maggior parte dei casi”, dice il responsabile della clinica di Stereotassia e neurochirurgia funzionale, “abbiamo curato i tics con l’aiuto della stimolazione celebrale profonda e i sintomi sono quasi scomparsi del tutto”. “Ciò che é più importante è che possiamo chiaramente migliorare la vita dei pazienti che non devono più soffrire a causa delle conseguenze psichiche della malattia” . La quota dei successi nel trattamento delle depressioni è stati stimati da colleghi americani e canadesi intorno al 50%, come si evince da una recente pubblicazione su „Biological Psychiatry“.

Genio grazie alla stimolazione celebrale?

Il posizionamento del tenditore nel cervello non è privo di rischi. Dal 2 al 4% dei casi comporta un’infezione, nello 0,4% un sanguinamento. Negli Stati Uniti almeno in un caso un’operazione ablativa irreversibile si è dimostrata completamente inefficace. Uno studio compiuto da Christian Rück del Karolinska Institut di Stoccolma ha mostrato che la metà dei pazienti operati che soffrivano di disturbi ossessivo compulsivi soffre di apatie o di una minore capacità di autocontrollo, anche quando la OCD migliora decisamente. Un gruppo di lavoro di Toronto descrive, negli Annals of Neurology, uno strano caso di effetti secondari inaspettati. I neurochirurgi avevano inserito gli elettrodi nell’ipotalamo di un paziente sovrappeso per combattere la sua attrazione al cibo. La malattia migliorò notevolmente, ma non solo… , migliorò la memoria dell’uomo che poteva improvvisamente ricordarsi di eventi dimenticati, accaduti molti anni prima. Un miglioramento si riscontrò anche nelle sue capacità di apprendimento. Se il numero dei successi aumenterà è probabile che anche il numero delle operazioni seguirà questo corso. Vi sarebbe addirittura una possibilità di miglioramento delle capacità cognitive per mezzo della stimolazione profonda. Tuttavia occorre considerare che queste operazioni richiedono l’esperienza di anni, grande concentrazione nonché di avere a disposizione tecnologie importanti, altrimenti l‘insuccesso è probabile. Gli orrori delle lobotomia sono ancora davanti a tutti. Darin Doherty della Harvard University ammonisce:”Se uno di questi interventi finisce male, potrebbero chiudersi le porte per un impiego terapeutico per altri cento anni”.

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