Emotioni: dove si trova la rabbia?

20. marzo 2014

Quando la situazione si fa seria sente freddo ai piedi? Il nervosismo le da allo stomaco? Non è l’unico! Le emozioni sono diversamente ubicate nella geografia dell’organismo. Alcuni scienziati finlandesi hanno pubblicato una mappa delle emozioni.

Espressioni come “avere i piedi freddi”, sentire le “farfalle nello stomaco”, “avere il cuore pesante” sono di uso comune. Finora però si pensava che si trattasse “solo” di frasi in grado di descrivere una certa sensazione. Alcuni ricercatori finlandesi hanno esaminato con particolare attenzione le zone del corpo umano in cui si verificano le sensazioni. I ricercatori, guidati da Lauri Nummenmaa, hanno intervistato nell’ambito di cinque esperimenti circa 700 persone provenienti dal Nord Europa e da Taiwan. Per indurre i soggetti a provare delle emozioni si sono serviti di parole, immagini, film o storie particolarmente “forti”. Successivamente i volontari hanno dovuto indicare in un disegno raffigurante una sagoma del corpo umano quali fossero le zone in cui un aumento od una diminuzione dell’attività.

Mappatura di 14 stati emotivi

Sulla base di queste risposte gli scienziati hanno creato una mappa del corpo indicante le zone in cui le sensazioni si manifestavano in modo più o meno intenso. È stato interessante notare come ogni sensazione presentava un quadro tipico: la felicità si manifesta in tutto il corpo, la rabbia solo nella parte superiore e nelle mani. Le emozioni negative (deprimenti) raffreddano tutto l’organismo, mentre la vergogna fa – letteralmente –  arrossire. In questo modo gli scienziati sono riusciti a descrivere 14 diversi stati emotivi differenti le cui rappresentazioni sono state recentemente pubblicate su PNAS.

Emtionen_imText

Copyright: Image courtesy of Lauri Nummenmaa and the National Academy of Sciences

Un antico modello biologico

Dal confronto delle mappe dei soggetti europei con quelle di Taiwan i disegni si sono rivelati del tutto simili. Per cui i ricercatori hanno concluso che le percezioni del corpo umano non sono semplicemente interculturali, ma che hanno anche una stessa base biologica. Forse originariamente i sentimenti erano uno strumento in grado di aiutare i nostri antenati a relazionarsi meglio con l’ambiente circostante o, per esempio, a distinguere tra amici e nemici, o per permettergli di individuare una malattia.

Diagnosticare più facilmente i disturbi emotivi

Questo nuova scoperta può essere utile ai medici e ad altri operatori sanitari? I ricercatori finlandesi sperano che i risultati possono aiutare nella diagnosi delle turbe emozionali. Un medico capace ben interpretare le emozioni nelle sue manifestazioni sull organismo, può esser in grado di riconoscere meglio, per esempio, la depressione o i disturbi d’ansia. Conoscere le caratteristiche delle emozioni inoltre potrebbe essere utile in quei pazienti che non sono ancora in grado di descrivere sintomi differenziati, come i bambini. In questo caso un accesso basato sulle sensazioni corporee potrebbe aiutare a vedere una malattia da un’angolazione diversa e/o poterla diagnosticare.

Le emozioni e la loro influenza sul metabolismo

Un approccio di questo tipo risulta indubbiamente interessante dato che, evidentemente, è possibile indurre precise reazioni nell’organismo attraverso emozioni e sentimenti specifici. Di conseguenza, sempre sulla base di certi sentimenti, sarebbe possibile influenzare il metabolismo. Un’idea che non è certo una novità – sono in molti ad insistere sul concetto che si possa”guarire ridendo” o che “l’umore aiuta a guarire”, a quanto pare a ragione. Il Prof. Dr. Achim Peters nel suo libro “Il cervello egoista” spiega perché il metabolismo del glucosio esce dai ranghi e come avviene che lo stress cronico rende o grassi o depressi. Il Prof. Dr. Tobias Esch in “Neurobiologia della felicità” spiega quali sono i processi nel cervello che inducono “felicità o tristezza” e di come i medici e terapisti, in modo particolare, possono influenzarli. Spesso infatti si pensa che i medici svolgano il più bel lavoro al mondo dato che possono aiutare le altre persone. Un’affermazione che non tiene conto dello stress legato all’esercizio quotidiano di quest’attività e del fatto che anche i medici e terapisti soffrono di burnout, depressione e altre patologie dello stress.

La felicità come materia scolastica

Perché è così difficile essere soddisfatti di se stessi e della propria vita, ed essere felici? A quanto pare non siamo più capaci di impararlo. Già a scuola infatti le pressioni e le aspettative sono così alte che i bambini e gli insegnanti cedono e si ammalano. È quanto insegna “la felicità, come materia scolastica“, che in Germania e in Austria è stata introdotta in diverse scuole. L’obiettivo dell’iniziativa è quello di aumentare il benessere bene a (negli insegnanti e negli studenti) e di imparare ad affrontare meglio le sfide della vita. Forse, mappa delle emozioni alla mano, dovremmo ricordarci quanto sia piacevole avere “le farfalle nello stomaco” quando si è felici e fare in modo che di provare più spesso questo sentimento nella vita quotidiana.

1 valutazioni (5 ø)


Copyright © 2019 DocCheck Medical Services GmbH
Lingua:
Seguire DocCheck: